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Strazio blog
FA(r)O'
 

E' giusto fotografare le proprie fotografie (e quindi riprodurle per lo più secondo parametri dettatati da altri) o fotografare la propria installazione (quindi generando un nuovo lavoro) al fine di inviare il materiale per un concorso?

E ancora, per giudicare il lavoro di un artista non sarebbe più corretto innescare i meccanismi di una ricerca sul campo e quindi andare a vedere negli studi cosa avviene?

Infine è lecito chiedere ad un artista di rappresentarsi all'interno di determinati limiti per soddisfare la necessità di classificazione?
Tre dubbi cime di un iceberg che richiederebbe montagne di parole e di interventi.
Quando stefano bruna dovette inviare 12 diapositive del proprio lavoro decise di farlo con il curriculum immaginativo; risposta emblematica ma abbastanza provocante da non essere presa in considerazione.

Ogni colonna rappresenta una situazione: la propria fisicità, il background inteso come luogo fisico e dell'anima, la famiglia, la formazione e il futuro. Ogni riga aggiunge un elemento descrittivo e limitante della situazione.
Il futuro, nell'ultima colonna di destra, va letto dall'alto verso il basso - le diapositive sono poste verticalmente – ed è caratterizzo da tre stadi:
futuro imminente, futuro desiderato, futuro ultimo.

 
 
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